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Terreno per la Coltivazione

Il Terreno e la Coltivazione

Ogni terreno coltivabile va curato giorno per giorno cercando di sceglierne uno che si adatti per il meglio al tipo di coltura per cui è sfruttato; come abbiamo ricordato in precedenza sarebbe bene che esso sia meno secco e calcareo possibile, con una quantità di acqua sufficiente alla normale crescita delle colture.

Se ci prendiamo l'impegno di coltivare un determinato terreno dovremmo optare per quelle specie che per le loro esigenze climatiche possono essere coltivate con successo: i più esperti sapranno che le temperature di coltivazione variano per ciascuna coltura e che per esempio le carote hanno bisogno di temperature poco elevate e di un clima dunque fresco, al contrario dell'asparago il quale preferisce temperature più elevate.

Ci sono pratiche di lavorazione del terreno che vanno compiute con una certa frequenza, altre invece che possono essere eseguite una volta ogni tanto: l'aratura per esempio, è un'operazione non molto frequente che permette di rimuovere lo strato superficiale del terreno in modo tale da renderlo più morbido e interrare i concimi. Si compie in genere nella stagione autunnale.

Nelle diverse fasi della coltivazione o prima della semina si esegue la zappatura, specie nei terreni in pendenza dove arare sarebbe difficile; per affinar il terreno esistono svariati metodi oltre a quelli appena citati quali le cosiddette sarchiature che permettono di lavorare la sua parte superficiale al fine di rimuovere erbe infestanti oppure eliminare le zolle. Si utilizzano a tale scopo zappe e sarchielli. E sempre per liberarsi delle zolle possiamo sfruttare la fresatura.